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MONTEVARCHI (AR) – Dal 6 aprile al 13 luglio 2025, il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento – Museo Civico di Montevarchi presenta “Una fragile armonia”, mostra personale di Andrea Salvatori, a cura di Federica Tiripelli.

Inserita nel ciclo di esposizioni avviato nel 2012 per esplorare materiali, linguaggi e poetiche della scultura contemporanea, la mostra pone le opere di Salvatori in dialogo con la collezione permanente del museo. Un confronto che diventa occasione di riflessione sulla continuità e la trasformazione della tradizione plastica, aprendo nuovi percorsi interpretativi tra passato e presente.

La mostra offrirà anche una riflessione sulla relazione tra scultura e immagine fotografica: le opere di Salvatori saranno immortalate da Chiara Berti e Fabrizio Procelli dell’Associazione Fotoamatori Mochi, che ne restituiranno la poetica attraverso il loro sguardo sensibile. Le immagini andranno a far parte del catalogo, edito da Fioranna Edizioni, e saranno esposte al museo dal 17 maggio sino alla fine della mostra.

In un’ottica di coinvolgimento del pubblico, il Museo ha avviato una collaborazione con l’ISIS Benedetto Varchi nell’ambito dei progetti PCTO: alcuni studenti cureranno una rubrica social dedicata alla mostra e diventeranno guide d’eccezione per visitatori di ogni età, con particolare attenzione agli over 65 della Libera Università del Valdarno.

LA MOSTRA

Le raffinate ceramiche di Salvatori raccontano microstorie sospese tra gioco e sofisticata ricerca formale. In Testone e Sono come pensieri dal piede pesante, hanno il piede pesante anche se abitano il cielo, la testa e il piede del David di Michelangelo, riprodotti con stupefacente minuzia, si svuotano della loro monumentalità per accogliere, come cavità da esplorare, delicate figure femminili.

L’artista attinge al repertorio del ready made, trasformando statuine kitsch, oggetti di recupero e icone dell’arte in nuove narrazioni: una tartaruga che trascina un masso, un elefante intento a giocolare con sfere colorate, un gruppo di dame che danzano con il volto celato da vasi. L’ironia affiora in opere come lo scheletro irriso dal celebre personaggio de La Linea di Osvaldo Cavandoli. La sua ricerca unisce tradizione e sperimentazione: nella serie Ikebana Rock’n’Roll, l’uso della stampa 3D apre nuove possibilità espressive nel campo della ceramica.

L’ARTISTA

Nato a Faenza nel 1975, Salvatori si è formato all’Istituto d’Arte Ballardini e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, perfezionandosi nella bottega di Bertozzi e Casoni, maestri che hanno portato la scultura in ceramica nei circuiti internazionali dell’arte contemporanea. Vincitore del 56° Premio Faenza, ha esposto in numerose rassegne, distinguendosi per un approccio colto e ironico, capace di sovvertire i codici della rappresentazione.