SIENA – «Uno spettacolo ricco di luci, colori e atmosfere romantiche che si compenetra perfettamente ai movimenti e alle musica in forme originali e suggestive, cariche di bellezza ed energia».
Marco Batti racconta ‘Don Quixote’ che, con la sua regia, debutta insieme al Balletto di Siena ai Teatri di Siena il 4 aprile per il cartellone Sipario Blu sul palco dei Rinnovati. Il riallestimento coreografico dell’opera di Miguel De Cervantes, musiche di Aloisius Ludwig Minkus, primi ballerini Chiara Gagliardo, Giuseppe Giacalone, Matilde Campesi e Filippo Del Sal, regala una nuova dimensione artistica alla famosa vicenda di Don Quixote.
Il protagonista Alonso Quijano, un upo maturo, forte di corporatura, asciutto di corpo e di viso, è un hidalgo spagnolo, morbosamente appassionato di romanzi cavallereschi. Le letture lo condizionano tanto da trascinarlo in un mondo fantastico, convinto di essere chiamato a diventare un cavaliere errante. Si mette in viaggio, come gli eroi dei romanzi, per difendere i deboli e riparare i torti: diventa il cavaliere don Chisciotte della Mancia e inizia a girare per la Spagna.
Nella sua follia, don Chisciotte trascina con sé un contadino, Sancio Panza, a cui promette il governo di un’isola se diventa il suo scudiero. Come tutti i cavalieri erranti, don Chisciotte dedica le sue imprese a una dama. Sceglie Aldonza Lorenzo che, una contadina sua vicina, trasfigura nella nobile dama Dulcinea del Toboso. Ma la Spagna del suo tempo non è quella della cavalleria e nemmeno dei romanzi picareschi: così, per l’unico eroe rimasto le avventure sono scarsissime. La sua visionaria ostinazione lo spinge a leggere la realtà con altri occhi. Inizia a scambiare i mulini a vento per giganti dalle braccia rotanti, i burattini con demoni, le greggi di pecore per eserciti arabi, i quali sottomisero la Spagna al loro dominio dal 711 al 1492.
Sancio Panza diventa la controparte razionale del visionario don Chisciotte lasciandosi, in altri frangenti, coinvolgere dalle visioni del padrone. Don Quixote combatte i suoi avversari immaginari risultando sempre sonoramente sconfitto, suscitando ilarità delle persone che assistono alle sue folli gesta.