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PISA – Per la Stagione di Prosa del Teatro Verdi, in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo, domenica 6 aprile alle 17 arriva sul palco pisano “La ferocia”, uno spettacolo tratto dal romanzo di Nicola Lagioia, vincitore del premio Strega nel 2015, con Michele Altamura e Gabriele Paolocà nella doppia veste di registi e attori.

Il giorno prima dello spettacolo, sabato 5 aprile alle 17.30, il Ridotto del Teatro ospiterà le Conversazioni in Teatro, il ciclo di approfondimenti ai titoli di Prosa organizzato in collaborazione con l’Università di Pisa: Raffaele Donnarumma, docente di Letteratura italiana contemporanea, condurrà l’incontro.

LO SPETTACOLO

“La ferocia” porta in scena il trionfo e la rovina dell’occidente attraverso la storia della famiglia Salvemini, in una saga familiare in cui le colpe dei padri si specchiano nelle debolezze dei figli.

Vittorio Salvemini è venuto dal nulla e, come da copione, vuole tutto. Costruttore pugliese arrivato a Bari poco più che trentenne, dagli anni ‘70 in poi ha inanellato una serie di successi professionali che l’hanno portato a essere proprietario di cantieri edili su cui non tramonta mai il sole, da Bari a Phuket, passando per Parigi e Istanbul.

Solo le contraddizioni di qualunque ascesa sfrenata riusciranno a mandare in frantumi le sue sicurezze. A queste è legata la morte della figlia Clara, trovata nuda e ricoperta di sangue sulla provinciale che collega Bari a Taranto.

Nel pensare la regia dello spettacolo si è scelto di mettere al centro, nella sua assordante assenza, il corpo di Clara, chiuso nello sguardo di tutti quelli che hanno creduto di poterlo possedere. Intorno, l’abissale e cruenta vanità del potere rappresentata dagli altri membri della famiglia e da tutti coloro che sono coinvolti nei loro affari. A fare da contraltare un figliastro tornato come un Oreste contemporaneo a gridare vendetta e un giornalista ossessionato da una frenetica fame di verità e da un amore sconfinato per la terra in cui è nato.

La vicenda dei Salvemini ha il calore di una tragedia contemporanea, particolare e universale allo stesso tempo, e si nutre delle parole di un grande romanziere, nato e cresciuto in un Sud da sempre attraversato da grandi narrazioni.

I biglietti sono in vendita al Botteghino del Teatro Verdi, al servizio telefonico (050 941188) e su www.vivaticket.it