FIRENZE – I dazi Usa sono realtà. La scure di Trump è arrivata, puntuale, con l’annuncio di dazi al 20% che colpiranno indistintamente tutti i prodotti europei, a partire dall’agroalimentare Made in Italy.
La Toscana è la seconda regione d’Italia destinata a subire gli effetti dei dazi Usa per l’export agroalimentare. Dopo la Sardegna, è infatti al secondo posto per maggior “esposizione” negli Usa figura la Toscana (28% del proprio export agroalimentare, con l’olio in pole position con il 42% e i vini con il 33% delle relative esportazioni).
“Per questo serve subito una risposta ferma e immediata dell’Ue – dice Valentino Berni, presidente Cia Toscana – per aprire una trattativa e scongiurare una guerra commerciale con un’escalation devastante in cui perderebbero tutti”.
I grandi vini toscani hanno negli Usa il primo mercato dell’export, basti pensare al Brunello di Montalcino che viene venduto per oltre il 30% negli Stati Uniti, o il vino Nobile di Montepulciano che destina al mercato Usa il 35% del prodotto. I vini rossi toscani Doc e Docg (esportano fino al 40% negli Usa per un valore di 290 milioni euro): grandi numeri che i dazi possono scombinare, lasciando strada libera ai competitor di aggredire una fetta di mercato molto appetibile: dal Malbec argentino, allo Shiraz australiano, fino al Merlot cileno e al Prosecco brasiliano.
“Siamo molto preoccupati per questa decisione perché porterà ad un repentino calo delle vendite dei prodotti toscani negli Stati Uniti, e di conseguenza a minori proventi peer gli agricoltori. Il vino è il prodotto più esposto ai dazi, ma anche l’olio extravergine e il pecorino toscano hanno un mercato importante negli Usa che subirà delle contrazioni” aggiunge Berni.
“La politica dei dazi è sbagliata e controproducente – evidenzia Berni -. Adesso non bisogna andare in ordine sparso ma agire uniti come Europa, con un approccio non di sudditanza. Occorre un’azione diplomatica rapida, forte e decisa”.
Va recuperato, insomma, quel sogno europeo di coesione che aveva animato i padri fondatori e che si è via via sgretolato, con gli Stati membri sempre più arroccati su posizioni e interessi nazionalistici, ritrovando un approccio condiviso e mirato per reagire alle forzature di Trump. “Servono interventi di mitigazione e compensazione a livello nazionale – aggiunge il direttore Cia Toscana Giordano Pascucci -, e iniziative a sostegno di una promozione straordinaria per esportare i prodotti Made in Italy in altri mercati, per compensare le perdite provocate dai dazi di Trump. Allo stesso tempo – conclude il direttore Cia Toscana – è necessario ridefinire le politiche di globalizzazione, che evidentemente stanno mostrando tutte le loro crepe, anche attraverso il ruolo del WTO”.