FIRENZE – La sanità toscana si conferma ai vertici nazionali per quanto riguarda i livelli essenziali di assistenza (Lea) con 286,6 punti, su 300 a disposizione, superata solo dal Veneto.
La classifica arriva dalle ‘pagelle’ che il ministero della Salute si appresta a pubblicare in giornata e anticipate da alcuni quotidiani Sotto la lente del Nuovo sistema di garanzia dal 2020 ci sono 25 indicatori. Viene passata in rassegna l’assistenza ospedaliera, ma anche la prevenzione e l’assistenza sanitaria territoriale.
La crescita importante rispetto al 2022, complessivamente di dieci punti in più, riguarda la prevenzione (94,9 rispetto agli 86,57 del 2022) e l’area ospedaliera (da 92,32 a 95,6).
La Toscana è seconda nell’assistenza territoriale e nelle cure prestate in ospedale, staccata di un punto da Provincia autonoma di Trento e Veneto. Nella prevenzione è invece terza assieme alla Lombardia.
Qui emergono tre dati: tutti i bambini di due anni in Toscana si sono vaccinati per polio, difterite, tetano, epatite b, pertosse ed emofilo dell’influenza e per la prima dose del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia. Punteggio pieno anche per le attività di controllo svolte per la contaminazione degli alimenti. La Toscana vanta inoltre uno degli indicatori più alti sugli stili di vita e buoni risultati sulla prevenzione oncologica.
“Il dato più importante, evidenziato da numeri, è il significativo miglioramento nelle aree prevenzione ed ospedaliera”, commentano il presidente Eugenio Giani e l’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini ricordando come ciò acquisti valore “alla luce della fase difficile che stiamo vivendo, in cui il sottofinanziamento da parte del governo si fa sentire in maniera forte”.
“Non ci sfuggono le criticità che le persone ogni giorno ci evidenziano – conclude Bezzini – come il tema delle liste d’attesa, la carenza di alcuni professionisti, di medici di medicina generale specialmente nelle aree interne”.