La lavatrice diventa virtuale e i test diventano più affidabili, rapidi ed economici. A dimostrarlo il team Fabric Care Advanced Development di Whirlpool con "Hardware in the loop" (HIL), un modello matematico che simula una lavatrice e permette di testare algoritmi o software in alternativa alle classiche verifiche fatte in laboratorio su elettrodomestici reali. Grazie a questo modello Whirlpool si è aggiudicata il secondo posto nella settima edizione del Premio Nicola Chiari per la migliore applicazione di misura e automazione assegnato a Roma durante NI Days, il Forum tecnologico sulla progettazione grafica di sistemi.

Innovazione al servizio della casa «Questo riconoscimento conferma l'eccellenza della nostra innovazione -ha dichiarato Paolo Crosta, coordinatore del team Whirlpool Fabric Care Advanced Development-. Simulazioni di questo tipo sono molto diffuse nei settori dell'auto, nella farmaceutica e nell'energia; evidentemente aver pensato questa applicazione nella tecnologia degli elettrodomestici dimostra la posizione di leadership di Whirlpool». Il team Whirlpool, che opera nel sito di Cassinetta di Biandronno, è formato da Gaetano Paviglianiti, Marco Cavigliani e Matteo Paolella.

Sesto senso L'applicazione più significativa di "Hardware in the loop" riguarda la tecnologia Sesto senso, ossia il sistema di sensoristica di Whirlpool che ottimizza prestazioni e consumi di un elettrodomestico sulla base dei dati rilevati durante il funzionamento. Nella simulazione, il modello matematico si interfaccia con la scheda elettronica (o il sensore) che andrà in produzione velocizzando i test, risparmiando risorse e permettendo di effettuare la verifica idraulica, meccanica e termodinamica su ogni modello di lavatrice prodotto in condizioni differenti.

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